La parola "Teologia" deriva dal greco e significa "discorso su Dio".
Nasce nell'ambiente precristiano ed extra cristiano. Non la troviamo nella Sacra Scrittura. Di teologia parla per la prima volta Platone in Repubblica.
Si ritiene generalmente che Platone per "teologia" intendesse i miti, le leggende e le storie degli dei, che egli sottopone a critica filosofica, quindi una via dal mito al logos (Il logos consisteva nello scoprire le verità nascoste nei miti degli dei).
In Aristotele troviamo un doppio uso del termine "teologia": "i poeti cantori dei miti" e la "filosofia prima", la "metafisica" che segue alla fisica. Come tale essa si occupa dell'immobile, dell'eterno, delle cause eterne, spingendosi sino al divino. In Aristotele la teologia è l'apice del sapere contemplante, della filosofia: la critica del mito non distrugge il discorso di Dio, però dà via libera alla questione e alla ricerca di Dio.
Ci troviamo qui di fronte a due domande: L'uomo come arriva a parlare di Dio? Chi è e che cosa è Dio? L'uomo cosa intende dire, quando dice "Dio" ?
La teologia cristiana è il discorso cristiano su Dio.
La Sacra Scrittura e i Padri apostolici non parlano di "teologia".
Poi, in seguito alla diffusione del cristianesimo nell'impero romano e il suo incontro con la cultura ellenistica, l’annuncio di Cristo e tutto il complesso della fede cristiana si incontrarono con un mondo che poneva domande, e che stimolò gli annunziatori del Vangelo a presentare la loro fede in maniera sempre nuova. La predicazione cristiana si imbatteva sempre più sovente nella "filosofia".
Ciò segna la nascita della "teologia" vera e propria, quale intelligenza della fede.
Fin dall'inizio, tuttavia, è nata una tensione - che continua ancora oggi - tra i tradizionalisti rigorosi, che – citando Paolo - non volevano conoscere altro che "Cristo crocifisso" ed i "progressisti", del tipo di Apollo, i quali volevano approfondire ed esprimere in maniera nuova il proprio pensiero in costante contatto col pensiero extracristiano.
Nonostante ciò il cristianesimo si è creato per necessità intrinseca una teologia come intelligenza della fede autenticamente "scientifica", destinata pure a servire alla presentazione della fede ed alla sua messa in pratica.
Fu proprio la natura universale del cristianesimo a spingerlo a proporre il proprio messaggio in modo comprensibile a tutti ed a cercare di continuo il giusto linguaggio e le giuste forme espressive.