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grafiedellospirito Alla ricerca di un ragionevole incontro con la fede
Parla della verità?
post pubblicato in Perché?, il 24 gennaio 2012

Un uomo che prima ha guardato nella nebbia un filo d'erba della steppa e l'ha scambiato per un albero, non può più, dopo aver riconosciuto il filo d'erba, vedere in esso un albero (Leone Tolstoj).


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Conoscete Giovanni Duns Scoto?
post pubblicato in Fede e Ragione, il 22 gennaio 2012

Una stella splendente, non del cinema, ma, veramente apparso recentemente in un film.

Il beato Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 20 Marzo 1993, definendolo “cantore del Verbo incarnato e difensore dell’Immacolata Concezione”. In tale espressione è sintetizzato il grande contributo che Duns Scoto ha offerto alla storia della teologia.

Vogliamo condividere qualcosa su di lui?


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Perché la teologia?
post pubblicato in Perché?, il 27 agosto 2011

 

La parola "Teologia" deriva dal greco e significa "discorso su Dio".
Nasce nell'ambiente precristiano ed extra cristiano. Non la troviamo nella Sacra Scrittura. Di teologia parla per la prima volta Platone in Repubblica.
Si ritiene generalmente che Platone per "teologia" intendesse i miti, le leggende e le storie degli dei, che egli sottopone a critica filosofica, quindi una via dal mito al logos (Il logos consisteva nello scoprire le verità nascoste nei miti degli dei).
In Aristotele troviamo un doppio uso del termine "teologia": "i poeti cantori dei miti" e la "filosofia prima", la "metafisica" che segue alla fisica. Come tale essa si occupa dell'immobile, dell'eterno, delle cause eterne, spingendosi sino al divino. In Aristotele la teologia è l'apice del sapere contemplante, della filosofia: la critica del mito non distrugge il discorso di Dio, però dà via libera alla questione e alla ricerca di Dio.
 
Ci troviamo qui di fronte a due domande: L'uomo come arriva a parlare di Dio? Chi è e che cosa è Dio? L'uomo cosa intende dire, quando dice "Dio" ?

La teologia cristiana è il discorso cristiano su Dio.
La Sacra Scrittura e i Padri apostolici non parlano di "teologia".
Poi, in seguito alla diffusione del cristianesimo nell'impero romano e il suo incontro con la cultura ellenistica, l’annuncio di Cristo e tutto il complesso della fede cristiana si incontrarono con un mondo che poneva domande, e che stimolò gli annunziatori del Vangelo a presentare la loro fede in maniera sempre nuova. La predicazione cristiana si imbatteva sempre più sovente nella "filosofia".
 
Ciò segna la nascita della "teologia" vera e propria, quale intelligenza della fede.
Fin dall'inizio, tuttavia, è nata una tensione - che continua ancora oggi - tra i tradizionalisti rigorosi, che – citando Paolo - non volevano conoscere altro che "Cristo crocifisso" ed i "progressisti", del tipo di Apollo, i quali volevano approfondire ed esprimere in maniera nuova il proprio pensiero in costante contatto col pensiero extracristiano.

Nonostante ciò il cristianesimo si è creato per necessità intrinseca una teologia come intelligenza della fede autenticamente "scientifica", destinata pure a servire alla presentazione della fede ed alla sua messa in pratica.
 
Fu proprio la natura universale del cristianesimo a spingerlo a proporre il proprio messaggio in modo comprensibile a tutti ed a cercare di continuo il giusto linguaggio e le giuste forme espressive. 

 

Cosa s'intende per CROCICCHIO ?
post pubblicato in Crocicchi, il 18 agosto 2011

Penso a un luogo di strade che si incrociano, ma anche a un luogo di incontro, un luogo dove passa gente, dove ci si incontra. Bastano due persone, ma oggi diremmo anche la "rete".
Nel Vangelo, nella Bibbia, troviamo molto crocicchi. Proviamo a trovarli ... sia con i miei post, sia con i vostri commenti.


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Una nuova giornata
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2011

Questa notte insonne, ho cercato di pubblicare un post... ma non ci sono riuscita!
Parlavo della vita: ha un senso?  Ora inizia una nuova giornata, come ieri, come ier l'altro  ...
Ma sarà sempre così?
Sì, io penso che la vita abbia un senso. E tu?




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Leggendo Richard J. Neuhaus
post pubblicato in Fede e Ragione, il 17 maggio 2008

Pensare con la Chiesa inizia dal pensare. Il consenso della fede non significa scattare sull'attenti, battere i tacchi e fare il saluto davanti a ogni documento che giunga da Roma E' piuttosto questione di pensare da sé così da poter pensare con la Chiesa, un ragionamento in cui il presupposto di base è che la Chiesa possieda il carisma e l'autorità dell'insegnamento a garanzia del consenso. Io penso con la mia testa non per uscirmene con un mio insegnamento, ma per fare mio l'insegnamento della Chiesa" (Lo splendore della Verità,
Lindau, p. 21)


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Fermati ...
post pubblicato in Nello Spirito, il 28 giugno 2007

 E...
nella quiete rupestre
l'animo si ferma
ad ascoltare...
un cantico
Infinito  
       (Sergio Pelizzano)                                    


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Parliamo di dogma?
post pubblicato in Fede e Ragione, il 20 giugno 2007

Questa mattina leggevo questo concetto in Bruno Forte:

"Non penso sia sostenibile la contrapposizione fra grazia, dono di Dio e verità professata. Uno dei motivi è perché Dio Amore ha scelto di comunicarsi a noi con un linguaggio umano in una storia umana.
Dunque non possiamo ragionevolmente pensare che questo avvenga senza una mediazione anche conoscitiva della verità.
La verità non è semplicemente una scienza, ma è una auto-comunicazione di amore, e come tale si identifica con il dono stesso e fra i due non c'è contrapposizione.
Ilario di Poitiers, un padre della chiesa, sosteneva che noi siamo costretti a volte a definire il dogma non per imprigionare la verità, ma anzi proprio al servizio della verità per amore degli uomini e per non indietreggiare di fronte agli spazi che la rivelazione di Dio ci apre. Ammetto quindi ogni possibilità di riferirci all'assoluto... "

Io sono d'accordo con questa affermazione. E voi che ne dite?

Le due ali
post pubblicato in Fede e Ragione, il 13 giugno 2007

Mi piace questa sera ricordare le parola con cui inizia la Fides et Ratio di Giovanni Paolo II:

La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità....


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Il messaggio cristiano è messaggio d'amore
post pubblicato in Fede e Ragione, il 12 giugno 2007

 Secondo la fede cristiana nessuno è solo e nessuno è destinato all'annientamento!
Il messaggio cristiano non è anzitutto il nostro impegno morale: esso consiste primariamente in una buona notizia ("buona notizia" è la traduzione dal greco di "vangelo") e solo in conseguenza consiste anche nell'accogliere liberamente questo annunzio.

 
Dunque, il Cristianesimo è composto di due momenti fondamentali, strettamente connessi: quello del messaggio e quello della sua accoglienza. Insieme, tali momenti possono ridursi a questo: Dio ci ama tutti come Padre, e quindi siamo tutti chiamati a vivere da figli di Lui e da fratelli tra di noi. Siamo entrati in un'unica grande famiglia che durerà per sempre: per questo, siano chiamati a parteciparvi offrendo il nostro piccolo contributo d'amore (cf. teologo Antonio Rudoni).

 


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